Intervista a Daniele D’Arrigo che alla Makerstown di Bruxelles, il prossimo 20 giugno, presenterà un progetto per rendere la musica accessibile

Daniele D’Arrigo, una passione (e anche qualcosa di più) per i linguaggi e i modi con cui le persone interagiscono: come logopedista si occupa di ausili informatici per l’apprendimento e la comunicazione.

Quando è iniziato il tuo interesse per il making?

Come formatore e speech therapist avevo bisogno di costruirmi cose personalizzate e così mi sono messo a fare esperimenti. Ho usato molto Arduino e la stampa 3D, soprattutto per migliorare la performance, l’efficacia e il costo di strumenti già esistenti.

Un progetto interamente ideato da te?
Generattiva: musica generativa e interattiva.

Di cosa si tratta?
E’ un sistema che permette a tutti (anche ad alunni disabili) di fare musica sfruttando i meccanismi e la logica della musica generativa (una forma di musica elettronica capace di durare all’infinito senza mai ripetersi, poiché basata su un algoritmo).

Com’è nata questa idea?
La musica è un linguaggio universale comprensibile a tutti e attrattivo soprattutto per quelle persone che hanno difficoltà con le parole e le lettere. La musica di solito piace molto ai ragazzi disabili eppure, proprio per le loro difficoltà (anche motorie), le scuole e gli insegnanti fanno fatica a coinvolgerli in lezioni e attività strumentali .
La musica digitale, e in particolare quella generativa, può essere la risposta a questo problema perché permette anche ad un utente con ridotta capacità motoria di partecipare e contribuire a una composizione/performance di gruppo.

La scuola italiana come si pone di fronte a questo tipo di sperimentazioni?
Con stupore in questi anni ho scoperto che gli insegnanti di nessuna scuola o centro diurno conoscevano i fondamenti della musica elettronica contemporanea. Io invece ho pensato che questa potesse essere come uno spazio abilitante per gli alunni che non riescono a suonare uno strumento normale, come il flauto o la chitarra. Per questo è nata “GenerAttiva” che farà parte del progetto più grande #FABsussidiario ideato e portato avanti anche insieme a Ubaldo Betocchi e Nicola Madeddu.

Che cos’è #FABsussidiario?
E’una soluzione integrata (libri e school kit) rivolto agli insegnanti della scuola italiana per l’apprendimento facilitato della stampa 3D, della scansione 3D, del coding e della robotica creativa. #FABsussidiario è nato all’interno del Piano Nazionale della Scuola Digitale che credo possa portare ad importanti innovazioni, se attuato e sfruttato bene anche dalle istituzioni.

Cosa speri di ottenere partecipando a Makerstown?
Spero di incontrare l’interesse di realtà del settore pubblico e soggetti che si occupano di special needs per provare a innestare “Musica – Generattiva” in iniziative di innovazione sociale.

Aspettative rispetto a OpenMaker?
Anche se l’innovazione di prodotto e la collaborazione con aziende potrebbe portare a risvolti importanti anche dal punto di vista economico, sarei davvero contento di portare la mia idea anche all’interno di processi per capire come una nuova tecnologia può attivare un nuovo modo di organizzare e pensare l’insegnamento all’interno della scuola italiana. E’ un obiettivo grande ma nel profondo è questo che mi muove!

Per informazioni sul progetto #FABsussidario:
www.fabsussidiario.it

 

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