L’incontro tra il designer Claudio Girardi e il falegname Diego Gaspari, animati da passione e voglia di sperimentare, ha fatto nascere progetti al confine tra nuove tecnologie e patrimonio artigianale italiano col brand IndastriaDesign. Un rinnovamento della tradizione attraverso strumenti innovativi, per esplorare nuove strade ripercorrendo l’antico patrimonio delle arti e dei mestieri italiani. Ecco cosa ci racconta del progetto Claudio Girardi, uno dei promotori di questa interessante iniziativa imprenditoriale.

Quali sono i punti di convergenza e divergenza di un Designer e di un Falegname?

L’innovazione per noi ha gli stessi (apparenti) punti di vista diversi che confluiscono nella realizzazione di un progetto. Diego (il falegname ndr) vede il prodotto dal punto di vista realizzativo ossia nell’utilizzo di tecnologie o processi in grado di ottenere un’alta qualità del prodotto mantenendo costi accettabili. Io (il designer ndr) considero innovazione il saper dare alla persone, grazie a IndastriaDesign, mobili e complementi che abbiano in sé le risposte alle attuali esigenze della società. Questi due diversi  approcci ci portano al continuo confronto sui prodotti da realizzare: per me significa immedesimarmi nelle esigenze di chi usa le mani e realizza mentre per Diego sta nello spingersi a pensare oltre scoprendo altre possibilità. Una sorta di ping-pong creativo, dal mio schizzo iniziale fino alle foto del nuovo prodotto.

Quali sono le ispirazioni dei prodotti IndastriaDesign?

I nostri mobili sono di ispirazione artigianale, intesa come libertà nello sviluppare e sperimentare nuovi concetti, indipendenti dalle logiche di mercato. Prodotti che fanno della sostenibilità e della personalizzazione gli elementi più significativi. I prodotti si basano su idee a volte molto semplici, altre più complicate, ma sempre caratterizzate da un proprio stile. Abbiamo iniziato con elementi scatolari-modulari e personalizzabili, concetti da noi sperimentati nella progettazione d’interni e realizzazione di mobili su misura. Abbiamo poi lanciato la nuova linea a incastro Pregadio,  scaturita sia dal mio personale desiderio di sviluppare un design più sostenibile e riconoscibile, sia da questioni pratiche come quella di avere prodotti facilmente trasportabili, e con un utilizzo intelligente di materiale. Questa linea ha rappresentato un nuovo approccio nel progettare il processo realizzativo e commerciale, più innovativo ma, allo stesso tempo, più maturo perchè nasce dall’esperienza di 5 anni nel mondo dell’auto-produzione.

 

Quali sono materiali e tecniche prediligete per i vostri arredi?

Il nostro materiale preferito è il legno, naturale o laccato, abbinato a piccoli innesti metallici o alla stampa digitale. L’adozione del legno dà vita a un prodotto sostenibile e permette – se usato con intelligenza attraverso una buona progettazione che sfrutti abilità manuali e tecniche innovative – di avere un elevato rapporto qualità-prezzo. Utilizziamo lavorazioni a pantografo, taglio laser, stampa digitale, finiture manuali e, di recente, ci stiamo avvicinando alla stampa 3d. Abbiamo, però, in cantiere alcuni progetti che prevedono l’utilizzo di altri materiali quali ferro, cemento e vetro e, di conseguenza, diverse tecniche di produzione manuali e innovative.

Quali sono i pro e i contro dell’autoproduzione?

Abbiamo scelto l’autoproduzione perchè rappresenta la sintesi tra attività creativa e produttiva, e ci permette di gestire l’intera filiera produttiva che va dall’ideazione alla vendita del prodotto. Con questo modo di fare design si ha la libertà di sperimentare e percorrere nuove strade, utilizzando insieme tecnologie innovative e “vecchi” saper fare. Abbiamo in cantiere tanti nuovi progetti, con appunti e schizzi sparsi ovunque tra ufficio e laboratorio, ma nell’autoproduzione bisogna tenere a freno la favolosa spinta nel voler fare cose sempre nuove, con un occhio alla pianificazione e ai costi! Al momento stiamo lavorando al Fuorisalone 2018 dove presenteremo due nuovi pezzi: un tavolino e una consolle.

 

Perchè è importante partecipare alla Call-for-Ideas del progetto europeo OpenMaker?

Da sempre nel nostro paese il sistema produttivo è abituato a cercare e investire in nuove strade, e tanti nuovi spunti possono arrivare dai Maker, più liberi mentalmente e abili nel fiutare nuove idee e tendenze. Sto elaborando un progetto che da un po’ che mi frulla in mente, girovagando per il laboratorio a contatto con una notevole quantità di scarti periodicamente vengono smaltiti a caro prezzo come rifiuti! Per quanto si possa essere attenti, questi piccoli pezzi di legno vengono buttati via mentre sarebbe bello pensare a un modo di riutilizzarli mentre ancora sono in laboratorio creando nuovi oggetti per dar loro nuova vita.