Big Data e Cooperazione secondo Polsinelli

Big Data e Cooperazione secondo Polsinelli

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Altre Forme di Cooperazione è una Tavola Rotonda con tavoli tematici coordinati da diversi speaker e ricercatori tra cui Pietro Polsinelli, game designer, che ha condotto la discussione sul tema “Data e big data: quando la rete è un gioco per pochi”.

Data e Big Data nell’era della Sharing Economy

Viviamo in un mondo in cui i dati e i big data costituiscono sempre di più un elemento centrale nella competitività dei modelli di impresa. Tuttavia spesso ignoriamo il modo in cui essi vengono estratti dalle interazioni fra persone per creare valore, che nei modelli della sharing economy e della platform economy è ad appannaggio di pochi grandi attori su scala globale. I modelli di Sharing Economy oltre ad avere iniziato a minare la protezione dei lavoratori, smantellandone i loro diritti e a costituire un attacco alla privacy, stanno diventando dei veri e propri monopoli, che spostano il piano della competizione su una scala inaccessibile ai più. Se quindi ‘occuparsi’ di dati diventa fondamentale nel panorama odierno, qual è la direzione che il movimento cooperativo può intraprendere? Quali le barriere e i rischi?

Alcuni degli spunti emersi dai tavoli

Le cooperative possono rappresentare un modello alternativo all’uso dei dati, posto che si creino le condizioni legislative, di capacity-building e di sviluppo necessarie a far sì che questo avvenga in maniera diffusa. Le cooperative non possono mettere in campo la capacità di investimento delle grandi multinazionali ma possono far leva sul peso numerico e sulla qualità delle relazioni all’interno della propria base sociale.

L’attuale mondo cooperativo vive un problema diffuso di ‘barriera tecnologica’, sia dal punto di vista di conoscenza delle potenzialità insite nelle tecnologie emergenti (in particolare, 4.0), sia dal punto di vista di connessioni stabili
e strutturate con questo mondo. Le criticità non sono legate solo a come si strutturano i dati all’interno dei modelli di impresa, ma anche alla qualità delle soluzioni tecnologiche da poter mettere in campo e dall’User Experience attesa.

Le dinamiche in corso sono uno stimolo senza precedenti di ripensare alla stessa forma e modello cooperativo nell’attuale contesto. Spesso, le cooperative hanno scarsa capacità e stimolo all’innovazione, conoscenza base dei nuovi linguaggi e difficoltà nel ricambio generazionale. Le cooperative, però, per la loro reale capacità di relazione, sono state uno stimolo fondamentale verso maggior democrazia intesa come consapevolezza tesa ad aumentare la qualità del sistema.

 

Il tema dei dati ha bisogno di essere portato all’attenzione di tutti, perché è un tema anche civico. I cittadini devono essere messi in grado di capirne le dinamiche sottostanti al tema, di impatto anche civico, dei dati e per potersene reimpossessare e/o deciderne l’utilizzo. Da questo punto di vista, le cooperative possono essere strumento di consapevolezza diffusa, nonché fornire un modello per una governance democratica dei dati.

Le cooperative potrebbero essere garanti di un uso socialmente utile dei dati, ad esempio i dati sanitari di una mutua usati in forma anonima potrebbero orientare le policy di welfare. La consapevolezza dei cittadini sull’uso dei dati resta un problema soprattutto a livello di regolamentazione, ma nel contempo è necessario interrogarci su quali sono le istituzioni educative e formative che oggi sono in grado di preparare ‘cittadini digitalmente consapevoli’.

Il livello crescente di interdipendenza fra imprese all’interno di una filiera, deve spingerci sempre di più a lavorare su strategie di sviluppo sistemiche, in connessione con i diversi attori coinvolti. La regolamentazione è fondamentale per creare un ambiente abilitante e, specialmente nel caso dei servizi pubblici, con l’intervento dell’amministrazione, i dati generati devono diventare accessibile per permettere l’entrata in campo di diversi attori, evitando i monopoli.

Nel consumo, l’uso cooperativo dei dati può andare a beneficio degli stessi soci consumatori. Resta però il fatto che il solo uso intelligente dei dati non è sufficiente, ma va inserito all’interno di una strategia di innalzamento della qualità dei servizi. I principi cooperativi possono rappresentare la ‘certificazione’ di un approccio ai dati basato su trasparenza ed etica.

Desire for Meaning: tutti i quesiti

Desire for Meaning: tutti i quesiti

Eventi

Un pomeriggio in compagnia di alcuni dei maggiori esperti di open source e making

Si è discusso delle potenzialità insite nella Quarta Rivoluzione Industriale, nel momento in cui questa, oltre ad introdurre tecnologie digitali per un modello produttivo smart, permetta anche la decentralizzazione della produzione e quindi della conoscenza.

Come sarà possibile? “Non si tratta soltanto di capire come decentralizzare un modello – afferma Indy Johar, di Project 00 - ma come si creano le condizioni perché le persone siano in grado di innovare, dal basso”.

A proposito di condizioni favorevoli Patrizia Bolzan, del Polifactory, ha ribadito l’importanza che ci siano diverse realtà e tipologie di attori (anche istituzionali) a collaborare per lo stesso obiettivo. Una community, o un gruppo di innovatori, senza collegamento con altri soggetti decisionali, non può incidere abbastanza.

Decentralizzare significa anche offrire ai cittadini e ai consumatori maggiore trasparenza, per questo, come spiega Marco Sachy di Dyne.org, è un processo considerato “minaccioso” da molti. “Con le tecnologie odierne, e un sistema di tagging – spiega - si potrebbero tracciare i movimenti e l’intera filiera di un prodotto, permettendo alle persone di sapere cosa acquistano”. Come questo cambierebbe le policy delle grandi aziende multinazionali?

Non solo produzione: anche il design del prodotto e quindi il suo valore può essere decentralizzato, come ha spiegato Joni Steiner di Opendesk che, tra le altre cose, offre a designer e architetti una piattaforma dove caricare e scambiare i propri progetti che poi possono essere prototipati da una rete altrettanto ampia di artigiani e aziende manifatturiere.

Ma per decentralizzare la conoscenza e il valore servirebbe anche decentralizzare i dati e le informazioni mentre attualmente i cosiddetti “big data” che rappresentano una fonte inestimabile di ricchezza, sono detenuti da pochi soggetti che controllano il web.
E quindi cosa succederebbe - si chiede Aral Balkan di ind.ie - se ogni persona avesse un proprio spazio in internet che si autogestisce come fosse la sua casa; uno spazio privato ma gestito come cosa pubblica?”

Queste domande hanno scatenato il dibattito tra gli ospiti e i relatori dell’incontro, che potete rivedere nella registrazione streaming. Buona visione!

 

OpenMaker alla European Maker Week a Bruxelles

OpenMaker alla European Maker Week a Bruxelles

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La European Makers Week coinvolge dal 23 al 29 ottobre in contemporanea 28 paesi europei per celebrare Maker e Innovatori di tutta Europa. E non poteva non essere presente il progetto europeo OpenMaker, nella città di Bruxelles, per presentarsi e mostrare in che modo intende accelerare la Quarta Rivoluzione Industriale creando un ecosistema collaborativo per Aziende e Maker.

La mattina del 18 ottobre dalle 8.00 alle 10.00 il progetto OpenMaker sarà presentato al Vice Presidente del Parlamento Europeo Pavel Talicka e a Georgi Pirinski del MEP con un workshop (riservato a inviti) che mostrerà alcune delle best practice innovative identificate in tutta Europa appartenenti al mondo dei Maker. A proposito, la call-for-ideas è aperta ancora per qualche giorno: qui il bando e le modalità di partecipazione. Il tuo progetto potrebbe ottenere i 20.000€ necessari per prototipare un’innovazione di processo o prodotto che metta insieme Maker e Aziende.

La sera, invece, si apriranno le porte a tutti durante l’evento OM goes to EMW Disrupt. Create. Make! si terrà dalle 18.00 alle 21.00 con aperitivi e brindisi nel centro culturale Bozar all’interno del Palazzo di Belle Arti. Maker, innovatori, visionari, politici, influencer, curiosi potranno scoprire esperienze all’avanguardia da tutta l’Europa. Insieme potremo sperimentare, prototipare, discutere su come sarà possibile disegnare le leggi europee per costruire il mondo di domani adatto a Maker e Aziende. Tanto networking per conoscere nuove persone, condividere le loro e nostre storie e scoprire innovazioni impensabili, in forma di prototipo o già industrializzate. Saranno presenti, tra gli altri, i key-note speaker Indy Johar e Alain Heureux, mentre saranno presentate le creazioni innovative di BluRhapsody, Limix, VRLab Brussels & Mozilla A-Frame, 3DLan, OpenLab Madrid, Werkemotion.  Bozar è il centro culturale ospitato nel Palais des Beaux-Art in Rue Ravenstein 23 a Bruxelles.

La European Makers Week coinvolge dal 23 al 29 ottobre in contemporanea 28 paesi europei ed è promossa dalla Commissione Europea e realizzata da Maker Faire Rome in collaborazione con Startup Europe. Cerca qui le iniziative più vicine a te.

Quarta edizione della Trieste Mini Maker Faire

Quarta edizione della Trieste Mini Maker Faire

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Il 16 e il 17 settembre torna la Trieste Mini Maker Faire presso il Campus di Miramare, manifestazione a ingresso gratuito organizzata dalla Science Dissemination Unit di ICTP e giunta alla sua quarta edizione, ormai diventata è un vero e proprio raduno di maker: inventori, creativi ed entusiasti della cultura del fare in gioco per esporre le loro idee. All’interno del movimento globale Maker Faire che ha l’obiettivo di ispirare, educare e intrattenere curiosi e creativi di ogni età!

Nell’edizione 2017 della festa dellingegno si attendono quasi 400 maker, creativi, inventori, scienziati e artisti provenienti da tutta Italia, ma anche dalla Slovenia e dalla Croazia, che esporranno le loro creazioni in uno spazio di oltre 10.000 metri quadrati. Con un programma che include anche laboratori per bambini e ragazzi, mini-seminari, incontri e dibattiti di scienza, creatività e tecnologia, competizioni e spettacoli, robot, droni, stampanti 3D, musica e performances Fai-Da-Te, la Trieste Mini Maker Faire non è proprio “mini”: negli anni è diventata una grandissima festa per bambini, ragazzi, giovani, adulti, anziani e famiglie (ben 16.000 visitatori nell’edizione 2016!)

L’evento è co-organizzato dal Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics Salam” (ICTP) e dall’Amministrazione Comunale di Trieste, si svolge dietro licenza di Maker Media Inc., e ha il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Camera di Commercio Venezia Giulia, di Trenitalia, del Soroptimist Club Trieste e la collaborazione di moltissimi altri partner e sponsor. Famiglie, bambini e persone di ogni età avranno la possibilità di dare uno sguardo al futuro confrontandosi con i maker e con le loro invenzioni nel corso di due intere giornate, per 17 ore complessive, nei giorni di sabato 16 (dalle 11 alle 20) e domenica 17 settembre 2017 (dalle 10 alle 18).

L’ingresso sarà come sempre gratuito per tutti. Bambini, ragazzi ed adulti potranno liberamente partecipare al ricco calendario di incontri, seminari, laboratori DIY e di coding (CoderDojo FVG), spettacoli di divulgazione scientifica (Science Picnic Village), competizioni (Hackathon Trieste Ep.1, Galaxy Game Jam #1, RobO(t)limpiadi, Sfida 1…2…3…D!, RocketScience4Kids, …). E alcuni eventi speciali tra cui “Trashware” del Comune di Trieste per la cessione, a titolo gratuito, di postazioni computer non più utilizzabili per le attività dell’Ente e dotate di software open-source.

Hackathon Trieste Ep.1 

Nel 2012 il workshop Insegna Trieste, organizzato dal Comune di Trieste e da ISIA Firenze, progetta un nuovo sistema di comunicazione urbana di Trieste, basato su cloud e open data. Nel 2013 un gruppo di ricerca porta avanti i risultati del workshop e realizza il progetto Metatrieste, grazie alla collaborazione tra Comune di Trieste e ISIA Firenze. Hackathon Trieste / Episodio 0 si svolge a marzo 2016 come risultato di queste due esperienze di lavoro.

Nel 2017 l’Hackathon Trieste cresce e porta il suo “Episodio 1” all’interno della quarta Trieste Mini Maker Faire: durante 24 ore di accesa competizione ad altissimo livello tecnico, i maker -singoli e in squadre- potranno mettersi in gioco sull’importantissimo tema delle smart cities. Stay tuned!

Scienze Picnic Village

La novità per la divulgazione scientifica del 2016 è stata lo svolgersi del primo Science Picnic di Trieste: un giorno di festa della scienza dedicato alle scuole di ogni ordine e grado del Friuli Venezia Giulia e dintorni. Durante il weekend del 16 e 17 settembre 2017 riproporremo questo Picnic della Scienza, portandolo a ben due giornate, sotto forma di una speciale area del campus dedicata alla scienza e ai più giovani: il Villaggio Science Picnic. Sarà un’ulteriore occasione di divertimento e di creatività all’interno della quarta Trieste Mini Maker Faire: studenti e insegnanti potranno assistere e partecipare a una vasta scelta di esperimenti interattivi, spettacoli, brevi incontri su svariati argomenti scientifici, laboratori didattici, interventi di divulgatori e ricercatori.

Lo scopo sarà ancora quello di avvicinare i giovani al lato creativo della scienza e della tecnologia per appassionarli, affinché considerino la possibilità di una carriera nella ricerca. Lo stile sarà quello informale e allegro ormai già molto apprezzato dagli studenti e dagli insegnanti, secondo il format già premiato dalla Commissione Europea come uno dei dieci migliori progetti europei dell’ultimo decennio nel campo “Scienza e Società”. Tutti gli studenti, gli insegnanti e le scuole di ogni ordine e grado sono invitati a partecipare senza alcuna prenotazione anticipata.

 

Desire for Meaning a Milano

Desire for Meaning a Milano

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Making Democratic, Decentralised, Distributed Business Models

In che modo i valori dell’open source, della partecipazione democratica e della trasparenza possono guidarci verso nuovi processi produttivi e nuove forme organizzative?
Proviamo a rispondere con un workshop che vedrà makers, imprese manifatturiere, ed altri attori locali ed internazionali indagare e discutere di quali aspetti siano caratteristici dei modelli di business aperti ed innovativi.

Il workshop, in programma giovedì 28 settembre, dalle 14.30 alle 19.00 presso Polifactory (via Privata Simone Schiaffino 22-30, 20158 Milano), vedrà prima l’intervento in plenaria di 7 relatori e poi un lavoro ai tavoli per il confronto e la ricomposizione degli argomenti emersi.

PROGRAMMA WORKSHOP

14.30 – Check-in
14.45 – Welcoming speech
Milan’s Municipality representative, Councillor for Labor Policy and Production Activities

15.00 – How do the values of open source, democratic participation and transparency lead us to new productive processes and new organizational forms?
Indy Johar – Dark Matter Labs, Young Foundation
Stefano Maffei – Polifactory
Jonathan Steiner – Opendesk
Marco Sachy – Dyne.org
Marianna D’Ovidio – Bari University
Aral Balkan – Ind.ie
Bertram Niessen – CheFare (to be confirmed)

16.45 – Coffee break

17.00 – Roundtables
Makers, manufacturing companies, thought leaders and other international and local actors will investigate and discuss which aspects are typical of open and innovative business models.
18.45 – OpenMaker Pilot Support Scheme

19.00 – Aperitif

(Il workshop e gli interventi dei relatori si terranno in lingua inglese).

L’evento è organizzato da LAMA e TOP-iX, in collaborazione con The FabLab, OpenDot, WeMake, nell’ambito del progetto OpenMaker. Con il patrocinio del Comune di Milano, Assessorato alle Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane.

La partecipazione è libera e gratuita ma è necessario iscriversidesireformeaning.eventbrite.it

Crafter e Maker si incontrano a Weekendoit ad Ancona

Crafter e Maker si incontrano a Weekendoit ad Ancona

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WeekenDoit nasce nel contesto legato al nuovo artigianato, i cui attori sono definiti Crafter e Maker, che deve il suo fiorire ai nuovi mezzi di comunicazione e produzione digitale e all’attuale crisi economica e ambientale. Lavori fatti a mano già progettati con un concetto di brand, diversi rispetto ai tradizionali manufatti artigianali, realizzati da persone provenienti da tutto il mondo che operano in maniera indipendente e al di fuori dai canali tradizionali di produzione/ vendita / esposizione. Un fenomeno che sta cambiando il modo di vedere creatività e conoscenza del lavoro manuale, rendendoli strumenti efficaci di micro imprenditoria e ridefinendo la percezione dell’artigianato.

WeekenDoit è una manifestazione che ha come scopo la condivisione e la divulgazione delle tecniche artigianali, tradizionali e innovative. Con un amore sviscerato per i valori della cultura handmade e il design, una forte attitudine digitale social e una comunicazione immediata, si propone di accorciare le distanze tra pubblico, artigianato e impresa, rinnovandone l’immagine, abbattendo i luoghi comuni e fornendo nuove competenze. WeekenDoit nasce nel 2014 dall’idea dell’Assessore alla Cultura Paolo Marasca e Gaia Segattini (persona di riferimento della nuova scena handmade italiana), col supporto del Comune di Ancona e del Fondo Mole Vanvitelliana. La manifestazione vede la massiccia partecipazione di visitatori, blogger, artigiani da tutta Italia che la rendono unica nel suo genere per formazione, relazioni e networking. I workshop teorici sono stati voluti per essere un supporto formativo a chi ha già avviato una propria attività nel campo delle autoproduzioni e della micro imprenditoria, non solo nel settore artigiano.

Dal 19 al 23 luglio 2017 torna ad Ancona WeekenDoit con un ricco programma in cui puoi entrare in contatto con giovani crafter e maker che animeranno La Mole di Ancona, esponendo e raccontando il proprio lavoro, condividendolo con tantissimi workshop pratici e teorici, tavole rotonde e mostre collaterali, volti all’impostazione e strutturazione della micro-imprenditorialità. Dalla creazione del proprio E-commerce al packaging perfetto, dalla stampa 3D di grande formato al riciclo di design fino a laboratori per bambini e presentazioni di aziende quali Lago e Tiger. Qui il sito ufficiale dove potrai vedere giornate e orari.