Cristiano Paggetti è il Direttore Commerciale di Orthokey, un’azienda italiana nata nel 2005 in collaborazione col Dipartimento di Medicina dell’Università di Firenze con specialisti con 20 anni di esperienza nel campo della Chirurgia Ortopedica Computed Assisted. Si tratta di un raro esempio di azienda non-captive sul mercato e, pertanto, collabora con i principali centri d’eccellenza tra cui l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e i principali centri di ricerca a Belfast, a New York e in tutto il mondo. In Orthokey sono state messe a punto nuove tecniche chirurgiche di C.A.S. (Computer Aided Surgery) basate su robotica e sensoristica, non eccessivamente costose ma notevolmente avanzate, grazie al team dedicato alla Ricerca & Sviluppo innovativa in un mercato di nicchia. Nella fase di design di soluzioni, Orthokey segue tre obiettivi fondamentali: sistemi veloci, semplici e accurati. Si può parlare di progresso, infatti, soltanto quando si ottengono soluzioni utilizzabili nella pratica clinica quotidiana con curve di apprendimento corte e piena soddisfazione dei medici chirurghi.

Cristiano è stato coinvolto nel progetto europeo OpenMaker perchè aveva già collaborato con l’agenzia LAMA per progetti legati al settore dell’innovazione tecnologica nel campo della Sanità. Punto di contatto determinante è stato Massimo Canalicchio (Mentor Impact Hub Firenze ndr) che Cristiano conosceva già dai tempi dell’Incubatore di startup innovative localizzato a Brozzi, quartiere di Firenze. Subito si è pensato che potesse essere la persona giusta come reviewer del progetto Co.Bo.Pro. presentato da FabLab Contea (il vulcanico Giacomo Falaschi) insieme al suo amico Claudio Materietti di Europack. In questi mesi Giacomo e Claudio stanno disegnando e prototipando delle protesi in cartone da usare negli ospedali da campo in situazioni d’emergenza (guerre, catastrofi naturali, ecc.). Contesto che Cristiano trova molto interessante, seppur lontano da modelli di business convenzionali in quanto basato sulla comunità di riferimento con cui sono sottomessi i progetti che potranno essere migliorati col contributo di tutti in modo aperto.

Al di là del tema dello sviluppo della comunità di Maker di riferimento che dipende dallo sviluppo della piattaforma web (blog, forum, social) e dal livello di popolazione e interazione degli utenti, i compiti di Cristiano sono quelli di rivedere i prototipi delle protesi in modo scientificamente e anatomicamente corretto ponendo vincoli ai progettisti: la resistenza a diversi carichi di peso (e se il mutilato fosse obeso la protesi resisterebbe?), a diverse condizioni climatiche (con la pioggia o allagamenti il cartone resisterebbe?) e alle azioni meccaniche degli arti. Sarà suo compito quello di porre all’attenzione di Giacomo le possibili criticità tecniche e mediche dell’oggetto ‘protesi in cartone’ grazie all’esperienza maturata in ambito chirurgico in collaborazione col personale medico con Orthokey, unica expertise che manca al team di sviluppo vincitore di Co.Bo.Pro. Progetto interessante proprio dal referente di un’azienda che fa della semplicità d’uso e della velocità di immissione sul mercato di sofisticati ausili medico-chirurgici il suo punto di forza, concetti alla base di Co.Bo.Pro.